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Aiuti e sussidi economico finanziari

 

Reddito di emergenza nel D.L. Rilancio

A seguito della conversione in legge del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (D.L. Rilancio) viene confermata la proroga, fino al 31 luglio 2020, del termine per la proposizione delle domande per il Reddito di emergenza.
 

Il Reddito di emergenza 2020, lo ricordiamo, spetta a tutti i lavoratori che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali e dagli attuali bonus previsti per far fronte all’emergenza Coronavirus. La platea beneficiaria si aggira sui 2 milioni di persone in difficoltà.

Questa nuova forma di sostegno al reddito viene riconosciuta ai nuclei familiari che dimostrano di possedere questi requisiti fondamentali:

  • residenza in Italia del richiedente il beneficio;

  • un Isee fino a 15 mila euro

  • importo del reddito familiare, riferito al mese di aprile 2020, inferiore all’ammontare mensile del beneficio spettante (da €400 a €800);

  • patrimonio mobiliare familiare nell’anno 2019 inferiore a 10 mila euro, accresciuta di 5 mila euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20 mila euro. Il predetto massimale è incrementato di 5 mila euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza

Per fare la domanda è necessario collegarsi al sito Inps, cliccare sul servizio online “Reddito di emergenza”, autentificarsi con Pin, Spid, Carta nazionale dei servizi e Carta di identità elettronica per completare la procedura. Per fare la domanda c'è tempo fino al 31 luglio 2020.

 

 

 

 

Detrazioni per gli interventi edilizi e di risparmio energetico
 

L'art. 121 del D.L. n. 34/2020 ha disposto che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per determinati interventi, possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, alternativamente, per lo sconto in fattura sul corrispettivo oppure per la cessione della detrazione.

Le spese per le quali è prevista questa agevolazione devono essere sostenute, negli anni 2020 e 2021, per gli interventi relativi:

-all'adozione di misure antisismiche, inclusi quelli per i quali compete la detrazione del 110% (co. 4, art. 119 del D.L. n. 34/2020);

-al recupero del patrimonio edilizio, di cui alle lett. a) e b), co. 1, art. 16-bis del D.P.R. n. 917/1986; all'installazione di impianti solari fotovoltaici, di cui alla lett. h), co. 1, art. 16-bis, compresi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110% (co. 5 e 6, art. 119 del D.L. n. 34/2020);

-al recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, inclusa la sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui ai co. da 219 a 223, art. 1 della L. n. 160/2019 (lett. d, co. 1, art. 121 del D.L. n. 34/2020);

-all'efficienza energetica, di cui all'art. 14 del D.L. n. 63/2013, compresi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110% (co. 1 e 2, art. 119 del D.L. n. 34/2020);

-all'installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, di cui all'art. 16-ter del D.L. n. 63/2013, compresi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110% (co. 8, art. 119 del D.L. n. 34/2020).

 

L’agevolazione riguarda sia i soggetti Irpef che Ires, siano essi persone fisiche, società di persone o società di capitali e altro, a prescindere dalla tipologia dell'immobile sul quale sono eseguiti gli interventi.

Il nuovo co. 1-bis dell'art. 121, al fine di anticipare l'incasso e non appesantire le posizioni finanziarie dei fornitori e/o cessionari, prevede che la scelta di cedere o scontare il credito, da parte dei soggetti che sostengono le relative spese, può essere fatta anche in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori, a patto che le cessioni in corso d'opera non siano più di due per ciascun intervento complessivo e che ciascun stato di avanzamento riguardi almeno il 30% dell'importo complessivo dei lavori.

Se, a seguito di controllo da parte dell’Agenzia delle entrate, è accertata la mancata «sussistenza», anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla fruibilità della detrazione, si procederà con il totale recupero dell'importo non spettante, nei confronti dei beneficiari, con responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto o del cessionario del credito, in presenza di accertato concorso nella violazione (co. 5, art. 121). Nel caso in cui non emerga tale concorso, il fornitore e/o cessionario risponderanno esclusivamente dell'utilizzo irregolare o maggiore, rispetto allo spettante, del credito d'imposta (co. 4, art. 121

Bonus baby sitter anche per i nonni, purché non conviventi: la circolare Inps

La circolare numero 73 dell’Inps chiarisce – seppur implicitamente – che il voucher, di massimo 1.200 euro da utilizzare per prestazioni di assistenza e sorveglianza dei figli sotto i 12 anni nel periodo di chiusura della scuola introdotto dal Decreto Rilancio, potrà essere indirizzato anche ai propri familiari, purché non coabitanti.

“In caso di convivenza, pertanto, i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento“.

Vale dunque il suo contrario: il voucher di valore massimo di 1200 euro da utilizzare tra il 5 marzo e il 31 luglio può essere esteso ai familiari a patto che non siano conviventi.

Clicca qui per consultare la circolare

Clicca qui per consultare le modalità di presentazione della domanda

Clicca qui per consultare la Guida all'uso del Servizio per richiedere il Bonus Baby sitting previsto nel Decreto CURA ITALIA fruibile tramite Libretto famiglia


 

Consiglio dei Ministri: Approvato decreto-legge con ulteriori misure urgenti di integrazione salariale

Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri presso la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Villa Pamphilj e, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale.

Nuovo decreto-legge cassa integrazione - Il nuovo decreto cassa integrazione garantirà le 4 settimane in più di proroga subito, dopo le prime 14 già ottenute.

Il testo prevede, infatti, che, in deroga alla normativa vigente, i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

 

9 settimane di cassa inegrazione con il D.L. n. 34/2020

Ricordiamo che con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 era stata disposta una proroga di ulteriori 9 settimane con la possibilità di fruizione frazionata: 5 settimane entro il 31 agosto (successivamente alle prime 9 del Cura Italia) e ulteriori 4 da fruire per il periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020. In pratica le ulteriori 4 settimane a completamento delle complessive 18 settimane possono essere usufruite subito cercando di non mettere i lavoratori e le aziende nelle condizioni di rimanere senza copertura di ammortizzatori sociali dal momento che alcuni hanno terminato o stanno terminando le prime 14 settimane.

 

Possibilità di domanda per correggere eventuali errori

Inoltre, il decreto dispone che, indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possano presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.

Proroghe Sono prorogati:

dal 15 luglio al 15 agosto 2020 i termini per la presentazione delle istanze di regolarizzazione di cui all’art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34;

dal 30 giugno al 31 luglio 2020 i termini per la presentazione delle domande per il Reddito di emergenza.

 

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Enti non profit, esenti le attività non commerciali

Anche con la nuova Imu viene riconosciuta l'esenzione totale o parziale per gli immobili degli enti non profit, in presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge.
 

L'art. 1, co. 759 della Legge di bilancio 2020 dispone che sono esenti dall'imposta, per il periodo dell'anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte, gli immobili posseduti e utilizzati «dai soggetti di cui alla lett. i) del co. 1 dell'art. 7 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività previste nella medesima lett. i)». Si applica, inoltre, l'esenzione parziale qualora solo una parte dell'immobile sia destinata allo svolgimento delle attività con modalità non commerciali. E ciò vale anche per gli immobili degli enti non profit. La disciplina dell'imposta dà diritto all'esenzione anche qualora l'unità immobiliare abbia un'utilizzazione mista e si applica, a patto che sia identificabile, solo sulla parte nella quale si svolge l'attività non commerciale. La parte dell'immobile dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente deve essere iscritta in catasto e la rendita produce effetti a partire dal 2013 e, nel caso in cui non sia possibile accatastarla autonomamente, il beneficio fiscale spetta in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile che deve risultare da apposita dichiarazione. Requisito essenziale per fruire dell'esenzione è il possesso qualificato da parte dell'ente non profit. Per l'esonero, cioè, non è sufficiente il possesso di fatto, altrimenti l'agevolazione si estenderebbe al soggetto titolare. L'uso indiretto da parte dell'ente che non ne sia possessore, quindi, non consente al proprietario di fruire dell'esenzione. Al riguardo, la stessa Corte costituzionale (ordinanze n. 429/2006 e n. 19/2007) ha stabilito che per fruire dell'esenzione l'ente non commerciale deve sia utilizzare che possedere direttamente l'immobile. È quindi richiesta una duplice condizione: l'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e l'esclusiva loro destinazione a attività peculiari che non siano produttive di reddito

   Sulla Gazzetta ufficiale n. 143 del 6 giugno 2020 è stata pubblicata la legge di conversione del decreto-legge “Liquidità”, legge 5 giugno 2020, n. 40.  

Il testo riporta le misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese e individua poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali in vigore formalmente già dal 9 aprile.

Rispetto dei Protocolli di salute e sicurezza sul lavoro

Nella conversione del DL LIQUIDITA' spicca l'introduzione dell'art. 29 - bis che detta "Obblighi dei datori di lavoro per la tutela contro il rischio di contagio da COVID-19" e che sostanzialmente richiama i datori di rispetto al rispetto dell'art. 2087 del Codice Civile mediante l'applicazione e l'adozione e il mantenimento delle misure contenute

  • nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 e s.m.i

  • negli altri protocolli e linee guida

  • nei protocolli o accordi di settore stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 

Credito d'imposta per l'acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro e sanificazione

In sede di conversione è stato abrogato l'articolo 30 del DL 23/2020 ad opera dell'articolo 125 del Decreto RILANCIO decreto-legge n. 34 del 2020, che ne riprende e amplia i contenuti.

L'articolo 125 del decreto-legge n. 34 del 2020 riconosce ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, un credito d'imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute, nel 2020 e per un massimo di 60.000 euro,

• per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati,

• per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Il medesimo articolo 125 ha abrogato inoltre l'articolo 64 del Decreto CURA ITALIA, decreto-legge n. 18 del 2020, norma istitutiva dell'originario credito d'imposta sanificazione.

 

Rischio radiologico: rispetto dei requisiti di sicurezza

Nell'art. 39 del DL Liquidità confermato il disposto dell'art. 39 che in materia di rischio radiologico prevede l'assolvimento dei requisiti di salute e sicurezza per la tutela dei lavoratori e della popolazione dai rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti a seguito delle nuove pratiche medico-radiologiche.

 

→   È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DECRETO RILANCIO. Consulta la nostra sezione dedicata

 

Consulta anche il vademecum per cittadini ed imprese predisposto dall'Agenzia delle Entrate

 Decreto Cura Italiaconsulta la nostra sezione dedicata 

→ BANDO Impresa sicura per rimborso spese di dispositivi di protezione individuale

Invitalia ha attivato un nuovo bando "Impresa SIcura", aperto alle imprese di qualunque dimensione, operanti in Italia. 

Il bando consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. 

Sono 50 milioni di euro le risorse disponibili (fondi Inail, art 43.1 DL Cura Italia del 17 marzo 2020). 

Impresa SIcura rimborsa l’acquisto di: mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3; guanti in lattice, in vinile e in nitrile; dispositivi per protezione oculare; indumenti di protezione quali tute e/o camici; calzari e/o sovrascarpe; cuffie e/o copricapi; dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea; detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici. 

L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa.

Il bando di Invitalia prevede 3 fasi:

  1. Le imprese interessate dovranno inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. attraverso uno sportello informatico dedicato, raggiungibile dal sito di Invitalia.
  2. Sempre sul sito dell’agenzia, seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso.
  3. La domanda potrà essere compilata dalle ore 10.00 del 26 maggio alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica.

I rimborsi verranno effettuati entro il mese di giugno. Per maggiori informazioni  consulta il link

 

→  AGEVOLAZIONI FISCALI AGLI AFFITTUARI
 

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare del 6 maggio 2020, n. 11, ha fornito alcuni chiarimenti sul contenuto del decreto «cura Italia» (convertito in Legge n. 27/2020).

In particolare, viene precisato che il credito d'imposta per l'affitto di negozi e botteghe spetta anche per la pertinenza (C/3) locata e pagata con «canone unitario» insieme all'immobile C/1 e a condizione che la stessa sia utilizzata per lo svolgimento dell'attività dell'affittuario.

Il chiarimento va ad ampliare l'ambito oggettivo della disposizione introdotta all'art. 65 del D.L. n. 18/2020 e consentirà a tutti gli affittuari - che in assenza di specifiche legislative, in maniera prudenziale, hanno invece scorporato la quota parte del bonus riferibile al locale di categoria C/3 - di ricalcolare l'importo del credito ed utilizzarlo in compensazione fin da subito.

Sempre in tema di «bonus» concesso agli affittuari, inoltre, sono ammesse nel calcolo dell'agevolazione anche le spese condominiali a patto però che costituiscano voce unitaria con il canone di locazione.

Più precisamente possono costituire base di conteggio dell'agevolazione anche le spese condominiali addebitate al conduttore; tale possibilità però è concessa solo a condizione che le stesse siano state pattuite come voce unitaria con il canone di locazione e che tale circostanza risulti dal contratto.

In pratica, anche se non espressamente indicato nella risposta fornita dall'agenzia delle entrate, sembrerebbe che la quota delle spese condominiali, per essere compresa nella quantificazione del credito d'imposta, debba concorrere alla formazione del reddito fondiario del locatore

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→  NEWS: Partecipate tenute a presentare piani valutazione del rischio aziendale e di risanamento 

L'art. 6 del D.L. n. 23/2020 prevede che, dal 9 aprile 2020 al 31 dicembre, non si applicano per le Spa e le Srl, ivi comprese quelle a partecipazione pubblica, le norme del codice civile che prevedono la riduzione del capitale per perdite e la riduzione del capitale al di sotto del limite legale, e non opera la causa di scioglimento della società.

 Per le società a partecipazione pubblica non è tuttavia prevista alcuna sospensione degli articoli del D.Lgs. n. 175/2016. Esse quindi, ai sensi dell'art. 6, co. 2, devono predisporre specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, informandone l'assemblea nell'ambito della relazione annuale sul governo societario e, al manifestarsi della crisi sono tenute a redigere e approvare un piano di risanamento aziendale coerente con i tempi che si stanno attraversando, in modo da garantire la salvaguardia della continuità aziendale.

Consulta il testo integrale della news.

 

→  CONSULTA ANCHE LA GUIDA DI ORIENTAMENTO GLI INCENTIVI PER LE IMPRESE DELLA REGIONE TOSCANA

Allegato Circolare_ABI_20200409_DL-Liquidita_1586442305.pdf (4,10 MB)
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